Partire per il working holiday: la checklist Italia
Hai il visto, il biglietto aereo e il conto in banca. Manca ancora la parte meno glamour: sistemare la burocrazia italiana prima di partire. Per un working holiday di un anno o più in Australia, Canada o Nuova Zelanda, le scelte che fai nelle settimane prima della partenza — su AIRE, assistenza sanitaria, fisco, SPID e conto corrente — possono farti risparmiare tempo, denaro e grattacapi al rientro. Questa guida ti accompagna passo dopo passo. Dove le regole dipendono dalla tua situazione personale, lo diciamo chiaramente: per le scelte più delicate (soprattutto quelle fiscali), valuta una consulenza.
AIRE: obbligo, pro, contro e il trade-off per chi parte un anno
L'AIRE — Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero — è il registro in cui devono iscriversi i cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza fuori dall'Italia per più di dodici mesi consecutivi. L'iscrizione va richiesta entro 90 giorni dall'espatrio, presso il consolato italiano della città in cui ti stabilisci. Dal 1° gennaio 2024 la mancata iscrizione comporta sanzioni amministrative da 200 a 1.000 euro per ogni anno di inadempienza, fino a un massimo di cinque anni.
I lavoratori stagionali e chi soggiorna all'estero per meno di 12 mesi non rientrano nell'obbligo. Il working holiday standard dura esattamente 12 mesi: molti WHVers lo trattano come soggiorno temporaneo e non si iscrivono. Il confine è sottile e le autorità fanno riferimento all'intenzione di trasferire la residenza, non solo alla durata del visto. Se estendi il soggiorno — cosa frequente in Australia con il secondo o terzo anno di visto — l'obbligo scatta con più certezza.
Iscriversi all'AIRE apre la strada alla residenza fiscale estera (con conseguente non tassabilità in Italia dei redditi prodotti all'estero, una volta soddisfatti i requisiti), permette di votare alle elezioni italiane per corrispondenza e garantisce pieno accesso ai servizi consolari. Dall'altro lato, comporta la cancellazione dal Servizio Sanitario Nazionale: la tua ASL cessa di coprire le spese sanitarie ordinarie e perdi la tessera sanitaria in corso di validità per le prestazioni programmate in Italia (resta l'urgenza, con limiti). Per chi parte un anno secco e punta a rientrare, molti scelgono di non iscriversi e di gestire le conseguenze come soggiorno temporaneo — ma esposti alle sanzioni se l'assenza supera i 12 mesi e viene contestata.
- Scadenza: entro 90 giorni dalla data di trasferimento all'estero
- Dove: consolato italiano competente per la città di destinazione (non all'ASL o al Comune prima della partenza)
- Sanzione per omissione: da 200 a 1.000 euro per anno, in vigore dal 1° gennaio 2024
- Durata minima che fa scattare l'obbligo: più di 12 mesi consecutivi di residenza all'estero
- Lavoratori stagionali e soggiorni sotto i 12 mesi: esclusi dall'obbligo
Sanità: cosa succede con e senza AIRE
Se ti iscrivi all'AIRE, vieni cancellato dal Servizio Sanitario Nazionale. Questo significa che la tua tessera sanitaria non è più valida per le prestazioni ordinarie in Italia (visite specialistiche, ricoveri programmati, medico di base). Rimangono le prestazioni urgenti — pronto soccorso — per un massimo di 90 giorni all'anno, anche senza tessera sanitaria, presentando un'autocertificazione o un certificato di iscrizione all'AIRE presso l'ASL.
Se non ti iscrivi all'AIRE, mantieni formalmente la residenza italiana e quindi la copertura SSN in Italia. All'estero, però, il SSN non copre nulla in nessun caso: sia che tu sia iscritto all'AIRE sia che non lo sia, dovrai stipulare una polizza assicurativa privata per la durata del working holiday. Molti visti working holiday non la rendono obbligatoria, ma è fortemente consigliata — una settimana di ricovero in Australia può costare decine di migliaia di dollari senza copertura. Valuta polizze che includano rimpatrio medico e copertura per il lavoro manuale, spesso richiesto nei farm job.
- Con AIRE: SSN cancellato, urgenze coperte 90 giorni/anno in Italia, tessera sanitaria non valida per prestazioni ordinarie
- Senza AIRE: SSN formalmente attivo in Italia, ma nessuna copertura all'estero in ogni caso
- In entrambi i casi: assicurazione privata obbligatoria (o fortemente consigliata) per il periodo all'estero
- Prima di partire: usa le ultime settimane di copertura SSN per visite, dentista, occhiali e qualsiasi esame in sospeso
Residenza fiscale e tasse: l'anno della partenza
La residenza fiscale italiana si determina in base all'articolo 2 del TUIR (D.Lgs. 209/2023): sei fiscalmente residente in Italia se, per la maggior parte del periodo d'imposta (più di 183 giorni, 184 nei bisestili), hai la tua residenza anagrafica, il domicilio o la presenza fisica in Italia. L'iscrizione all'AIRE è un elemento rilevante ma non automaticamente sufficiente: anche chi si iscrive all'AIRE può restare fiscalmente residente in Italia se mantiene la propria casa familiare, il centro degli affari o la vita affettiva nel paese.
Nell'anno della partenza, la situazione è quasi sempre mista: hai vissuto in Italia per una parte dell'anno e all'estero per l'altra. Se parti dopo il 2 luglio (o il 3 luglio nei bisestili), hai trascorso più di 183 giorni in Italia nell'anno solare e resti fiscalmente residente italiano per quell'anno — dichiari in Italia tutti i redditi ovunque prodotti. Se parti prima di quella data e ti iscrivi all'AIRE nel corso dell'anno, il quadro diventa più complesso e dipende anche da dove si trovano il tuo domicilio e il centro dei tuoi interessi. In ogni caso, per l'anno di partenza è opportuno presentare la dichiarazione dei redditi in Italia (almeno per i redditi prodotti nel periodo di residenza). Il consiglio è di consultare un commercialista o CAF prima della partenza.
Dal secondo anno in poi — se sei iscritto all'AIRE, non hai più residenza né domicilio in Italia per la maggior parte dell'anno e non hai redditi di fonte italiana — in linea di principio non sei più soggetto a tassazione italiana sui redditi esteri. Questo è uno dei principali vantaggi pratici dell'iscrizione all'AIRE per chi si ferma più anni.
- Regola dei 183 giorni: se sei in Italia per più della metà dell'anno solare, resti fiscalmente residente italiano per quell'anno
- Anno di partenza: quasi sempre dovrai presentare la dichiarazione dei redditi in Italia almeno per il periodo di residenza
- AIRE da sola non basta: serve anche l'assenza di residenza e domicilio effettivi in Italia per la maggior parte dell'anno
- Redditi di fonte italiana (immobili in affitto, lavoro svolto in Italia): tassabili in Italia anche da non residente
- Per la situazione personale: consulta un CAF o un commercialista prima della partenza
SPID e CIE: tienili attivi, ti serviranno
SPID e CIE (Carta d'Identità Elettronica) sono la tua identità digitale verso la pubblica amministrazione italiana. All'estero ti serviranno per accedere ai servizi consolari online (prenotare appuntamenti, rinnovare documenti), all'INPS, all'Agenzia delle Entrate e a decine di altri portali. Lo SPID è legato alla cittadinanza italiana, non alla residenza: puoi tenerlo e usarlo anche se sei iscritto all'AIRE. I principali provider (Poste Italiane, Aruba, InfoCert, Intesa, Namirial) permettono il rinnovo e la gestione da remoto.
Prima di partire: verifica che il tuo SPID sia attivo e che le credenziali funzionino. Controlla anche la scadenza della tua CIE e del passaporto. Se la CIE è vicina alla scadenza, rinnovala prima di partire — all'estero il rinnovo passa dal consolato e richiede più tempo. Dal 2026, i servizi consolari online richiedono obbligatoriamente SPID, CIE o CNS per l'accesso.
- SPID: mantienilo attivo, aggiorna numero di telefono e email prima della partenza
- CIE: verifica la scadenza; rinnovo all'estero tramite consolato (tempi più lunghi)
- Passaporto: deve essere valido per tutta la durata del visto — meglio avere almeno 6 mesi di validità residua
- Dal 2026: SPID/CIE obbligatori per i servizi consolari online — senza, non puoi accedere ai portali dal consolato
Conto corrente italiano: tenerlo aperto o chiuderlo?
La raccomandazione generale è di tenere aperto almeno un conto corrente italiano. Ti servirà per ricevere eventuali rimborsi fiscali (IRPEF, superbonus, rimborsi INPS), pagare tasse o contributi residui, gestire utenze o contratti ancora attivi in Italia, e ricevere trasferimenti dall'estero.
Se ti iscrivi all'AIRE, la tua banca italiana deve essere informata del cambio di status a non residente. Le condizioni variano: alcune banche applicano commissioni diverse ai non residenti, altre richiedono di convertire il conto o lo chiudono. Verifica le condizioni specifiche della tua banca prima di partire. L'imposta di bollo annuale sul conto corrente (34,20 euro per le persone fisiche) si applica se la giacenza media supera i 5.000 euro, indipendentemente dalla residenza: non c'è esenzione automatica per i non residenti AIRE.
Prima della partenza: chiudi o sospendi le utenze che non ti servono più (gas, luce, abbonamenti), comunica il cambio di indirizzo per la corrispondenza bancaria e imposta una domiciliazione o un delegato per eventuali comunicazioni importanti. Se hai un affitto, gestisci la disdetta con i termini contrattualmente previsti.
- Tieni aperto almeno un conto italiano: serve per rimborsi fiscali, INPS e pagamenti residui
- Informa la banca del trasferimento all'estero se ti iscrivi all'AIRE — le condizioni possono cambiare
- Imposta di bollo: 34,20 euro/anno se la giacenza media supera 5.000 euro (vale anche per i non residenti)
- Chiudi o sospendi utenze, abbonamenti e contratti non necessari prima di partire
- Disdetta affitto: rispetta i termini di preavviso previsti dal contratto
Come ti aiuta Tern
Tern è un conto multi-valuta pensato per chi parte per un working holiday — puoi aprirlo dallo smartphone prima ancora di imbarcarti, con passaporto e visto working holiday approvato (siamo in pre-lancio: puoi già registrarti). Una volta a destinazione, hai subito un IBAN locale da comunicare al datore di lavoro, senza aspettare le settimane necessarie per aprire un conto in loco. I bonifici dall'Italia al conto Tern avvengono al tasso mid-market, senza margini nascosti sul cambio. Non ci sono commissioni sui prelievi agli ATM all'estero. Tern non sostituisce il tuo conto italiano — che ti conviene tenere aperto come spiegato sopra — ma si affianca a esso come strumento principale per gestire le spese quotidiane nel paese di destinazione.
Se parto per un solo anno, devo iscrivermi all'AIRE?+
Tecnicamente, l'obbligo scatta per chi trasferisce la residenza all'estero per più di 12 mesi. Un working holiday standard dura esattamente 12 mesi, quindi molti partono senza iscriversi trattandolo come soggiorno temporaneo. Il rischio è che, se il soggiorno si prolunga o se le autorità contestano che la residenza sia stata effettivamente trasferita, le sanzioni (da 200 a 1.000 euro per anno, dal 2024) possono applicarsi. Se prevedi di fermarti più di un anno — ad esempio con il secondo anno di visto in Australia — l'iscrizione all'AIRE è quasi certamente obbligatoria. In caso di dubbio, consulta il consolato competente.
Devo fare la dichiarazione dei redditi in Italia anche se lavoro in Australia?+
Nell'anno della partenza, quasi sempre sì: se sei stato in Italia per più di 183 giorni nell'anno solare, resti fiscalmente residente italiano per quell'intero anno e devi dichiarare in Italia tutti i redditi ovunque prodotti. Dal secondo anno, se sei iscritto all'AIRE e non hai più residenza né domicilio effettivi in Italia, in linea di principio non sei soggetto a tassazione italiana sui redditi esteri. Attenzione però: i redditi di fonte italiana (immobile in affitto, lavoro svolto in Italia) restano tassabili in Italia anche da non residente. La situazione dipende molto dal momento della partenza e da dove si trovano i tuoi interessi: consulta un CAF o un commercialista per l'anno di transizione.
Se mi iscrivo all'AIRE, perdo completamente la tessera sanitaria?+
Non completamente, ma quasi. L'iscrizione all'AIRE comporta la cancellazione dal Servizio Sanitario Nazionale per le prestazioni ordinarie: perdi il medico di base, le visite specialistiche con ticket e i ricoveri programmati. Resta la copertura per le prestazioni urgenti (pronto soccorso) in Italia per un massimo di 90 giorni l'anno. All'estero, in ogni caso — sia che tu sia iscritto all'AIRE sia che non lo sia — il SSN non copre nulla: devi stipulare una polizza assicurativa privata per il periodo all'estero. Prima di partire, è consigliabile usare le ultime settimane di copertura SSN per visite già programmate.
Parti con tutto già sistemato
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Questa guida è un'informazione generale, non una consulenza finanziaria o migratoria. Regole e cifre cambiano — controlla sempre le fonti ufficiali qui sopra.